Due amici, molto diversi tra loro stanno viaggiando assieme in macchina quando, per disgrazia, accade un terribile incidente.
Muoiono entrambi e d’improvviso si ritrovano in attesa del Giudizio Universale.
Mentre attendono di parlare con San Pietro, si ritrovano a discutere in sala d’aspetto.
Il primo fa: Ho passato la mia vita a essere buono, onesto, rispettoso. Ho sempre lavorato tanto per dare ai miei figli tutto quello di cui avevano bisogno, privandomi di ogni vizio. E ora che sono morto spero almeno di essere ricompensato con il paradiso.
Il secondo invece: io ho passato la mia vita a rincorrere ogni effimero piacere. Donne, alcool, droghe, auto, discoteche… Ho peccato in continuazione, tradendo anche gli amici più fidati pur di godere di qualcosa. Ora che sono qui, spero nella clemenza di San Pietro. Mi andrebbe bene cavarmela con un po’ di purgatorio sul groppone!
Poco dopo arriva San Pietro per giudicare i due al loro cospetto.
Tu sei sempre stato una persona corretta, affidabile, buona e sincera -dice al primo- e ora verrai ricompensato: ti sei guadagnato il paradiso!
Mentre tu -rivolgendosi al secondo- sei stato avido, infido, disonesto e lussurioso…
-La prego San Pietro, abbia pietà di me!
-Col cazzo! Non ti meriti la mia pietà!
-La scongiuro San Pietro! Mi dia la possibilità di redimere i miei peccati. Mi schiaffi per qualche annetto in purgatorio e vedrà che non se ne pentirà!
-Purgatorio?? Eh no, troppo comodo! All’inferno ti mando!
Morale della favola: l’amico onesto, giustamente ricompensato finisce in paradiso, mentre quello peccatore è stato sbattuto senza pietà all’inferno.
Due preti si incontrano in un treno molto affollato.
Il primo fa (in modo ritmato seguendo il movimento del treno): “Te deum te deum, te deum te deum….”
E l’altro risponde: “Ciufff ciufff!!”
Un tizio va a riprendersi la macchina parcheggiata e trova nel parabrezza una bella multa per divieto di sosta.
La prende, si guarda intorno, la accartoccia prima di gettarla, sale in macchina e va via.
Il giorno dopo, stesso posto stessa scena. Arriva a riprendersi l’auto, trova la multa, si incazza un po, accartoccia la multa, la getta e se ne va via.
Il terzo giorno la stessa scena. Il tipo è furibondo. Si incazza talmente tanto con le multe non pagate che decide di tendere un agguato al vigile!
Il giorno dopo arriva nello stesso posto alla stessa ora, parcheggia e fa finta di allontanarsi a piedi.
Aspetta un paio d’ore ed ecco avvicinarsi il vigile. Appena il vigile estrae il blocchetto per scoccare la multa, il tipo salta fuori e attacca il vigile:
-Ma che sta facendo vigile??
-Le metto una multa per divieto di sosta.
-Ma no vigile! Io parcheggio qui da 3 anni e non mi hanno mai fatto la multa. Lei ha osato farmene 3 in tre giorni!
-Le ho fatto le multe perchè in questa zona da tre giorni si vieta la sosta!
Spiegazione:
Praticamente il tizio della macchina non sapeva che il posto dove abitualmente parcheggiava quella ciofeca di Citroen era da poco diventato a divieto. Dunque il vigile era tenuto a multarlo per divieto di sosta. Il tizio poteva dunque incazzarsi finchè voleva. In realtà aveva ragione il vigile.
Singolare avventura quella accorsa sabato pomeriggio a tre giovani poco più che ventenni di S. Pinzacco in prov. di Alessandria.
I tre stavano rientrando da un periodo di ferie passato in Versilia quando mentre percorrevano sotto un violento acquazzone la statale 312, si sono imbattuti in un improvviso cantiere che ostruiva gran parte della sede stradale.
I tre giovani, nonostante il pericolo di frane incombenti, non si sono persi d’animo e hanno improvvisato un semaforo (vedi foto) in modo da regolare il traffico in quel tratto di strada ed evitare così spiacevoli incidenti.
Entusiasmo al loro rientro in paese. Il sindaco Pironzi ing. Enzo, gli ha citati come esempio di abnegazione e senso civico e ha deciso di premiarli con la prestigiosa medaglia di sgombro che verrà loro conferita quanto prima.