2 uomini in barca

Due signori, soci in affari si incontravano sovente in sala riunioni.
Un giorno, il più anziano, con la ventilata intenzione di fregare l’altro lo invita a fare un giro in barca.
“Al lago potremo stare tranquilli” disse.
“Potremo fare una riunione riservatissima, senza che nessuno ascolti i nostri affari”.
L’altro socio accettò l’insolito invito e dopo pochi giorni si trovarono uno di fronte all’altro in una piccola barchetta a remi intenti ad attraversare un bel lago d’acqua dolce.
Ad un certo punto, senza preavviso, il socio più anziano sbattè violentemente il remo sull’acqua tirando su un sacco di schizzi che andarono ad infrangersi sulla giacca di Armani del più giovane.
“Stai attento! Ecchecazzo….” disse il tizio mentre cercava di asciugarsela….
Poco dopo, altra pagaiata e altri schizzi sulla giacca!
Allora il giovane, intuite le intenzioni del socio vecchio, estrae dalla giacca un peperone verde e con quello lo minaccia intimandogli di riportarlo subito a riva.
Una volta sceso dalla barca, tutto bagnato ma incolume, il tizio lasciò cadere il peperone divenuto oramai inutile.

I due stronzi mentre attraversano il lago

I due stronzi mentre attraversano il lago

13 novembre, 2008. Tag: , , . Storie. 2 commenti.

Tra moglie e marito

Secondo recenti statistiche, sembrerebbe che le donne sposate tendano a scopare di più di quelle single. Difatti le donne single scopano coi mariti di quelle sposate ma non si può dire lo stesso delle sposate.
Le donne sposate hanno una predilezione per i ragazzini mentre le donne single per i mariti delle donne sposate.
Questo fatto innesca una caccia al figlio che chiava più spesso di quanto non si creda tuttoggi.
I mariti invece tendono a chiavare le amiche della moglie. Chiavano volentieri anche le colleghe giovani.
Altri mariti sono stati scoperti che si masturbavano davanti al computer dalla moglie inferocita.
Le mogli raramente scopano gli amici del marito.
Alle mogli, specialmente se mamme, piace farsi chiavare da ragazzi più giovani.
Alle mamme piace farsi chiavare da giovani dotati così si sentono più desiderate ancora.
I giovani spesso desiderano chiavare con donne mature. Per fare esperienza dicono…..
Più i giovani chiavano, più vorrebbero chiavare donne sposate.

2 febbraio, 2008. Tag: , , , , . Storie. 2 commenti.

La donna del commercialista

Una giovane donna, rimasta per cause sconosciute, intrappata nella merda decide di venirne fuori.
Contatta il suo commercialista, lo paga, e salta fuori che lui è più bravo di lei nel gioco delle parti.
Così decide di lasciare lui a intrapparsi nella merda e di uscirne fuori lei una volta per tutte.
Ma le cose non vanno diversamente.
Arrivato sul posto infatti, il commercialista sbaglia nastro e rispedisce la donna all’aeroporto.
Rimasto solo nella merda decide di chiudere qua la partita ma oramai è tardi. La donna infatti è già su un aereo destinazione Bangkok e dell’uomo oramai non ne rimane traccia.
Alla disperazione, tenta il tutto per tutto e in un flash si ritrova nel Golgota ad imburrare i salmi.
Arriva la donna, ne segue una collutazione e alla fine è LEI a finire nella merda!

Morale della favola:
meglio avere un commercialista scaltro che una donna di merda!!

15 gennaio, 2008. Tag: , , . Storie. Lascia un commento.

Il conclave medioevale

Durante il medioevo un cardinale partì da Benevento alla volta di Roma per partecipare ad un conclave.
Una sera, a metà del suo viaggio, si fermò in una locanda umbra.
Mentre cenava col suo seguito sentì un cocchiere bestemmiare.
Si diresse verso questo cocchiere per redarguirlo ma questo lo mandò a cagare.
Allora il cardinale si presentò: “Sono il cardinal della Genga!” disse, ma il cocchiere non aveva mai sentito nominare quel posto, e pensò di avere di fronte un ciarlatano.
“Cardinal della Genga” disse il cocchiere mollandogli un ceffone, “pigli questo e se lo tenga!”.
Il cardinale indignato partì nella notte. Nessuno l’aveva mai scambiato per un ciarlatano, e doveva essere furibondo. Arrivò a Roma e nel giro di pochi giorni il conclave lo scelse come nuovo Papa.
Adesso il cardinale era l’uomo più potente del mondo e fece cercare in ogni modo l’uomo che poche sere prima l’aveva malmenato e offeso. Visto che non si trovava fece addirittura demolire la locanda dov’era avvenuto l’affronto.
Anche se gli uomini venuti appositamente dal Vaticano hanno dato una caccia serrata al cocchiere non lasciando nulla di intentato, a tuttoggi costui non è ancora saltato fuori.

13 gennaio, 2008. Tag: , , , . Storie. Lascia un commento.

Un asino in famiglia

C’era una volta una coppia con un figlio sciemo di 12 anni e un asino.
Decisero di viaggiare, di lavorare poco e di conoscere il mondo. Così
partirono tutti e tre con il loro asino.
Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “guardate quel ragazzo quanto è maleducato… lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani,che lo tirano per la coda”
Allora la moglie disse a suo marito: “a stronzo!: non permettiamo che la
gente parli male di quello scimunito di nostro figlio.” Il marito lo fece scendere e salì lui sull’asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “guardate che svergognato
quel tipo…lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre  lui vi sta comodamente in groppa.”
Allora, presero la decisione di far salire la moglie, quella troia, mentre
padre e figlio sciemo tenevano le redinì per tirare l’asino.
Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “pover’uomo! dopo aver
lavorato tutto il giorno come un negro, lascia che la moglie salga
sull’asino. e povero figlio sciemo. Chissà cosa gli spetta, con una madre del genere del cazzo!
Allora si smisero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre su quella
ciofeca di l’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese:
sono delle bestie, più bestie de l’asino che li porta. gli spaccheranno la
schien col loro peso sul cilindro!
Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino. ma,
passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci
dicevano ridendo: guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un
asino da farcire che potrebbe portarli!
A sto punto i tre si incazzarono fortemente e, mandato affanculo l’asino
proseguirono a piedi per il loro cazzo di pellegrinaggio…

MORALE: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà
difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi. fai quel cazzo che ti pare ma ricorda…
Se hai un asino mandalo affanculo prima che si porti il tuo feretro!

13 gennaio, 2008. Tag: , , , . Storie. 1 commento.

L’erba che toglie il sonno.

C’era una volta un re molto avido.
Se ne stava li, fermo nel suo regno e appena vedeva qualcosa che gli piaceva voleva subito impossessarsene.
Colui, grazie a questa insana passione, aveva già accumulato notevoli ricchezze lasciando però il suo popolo in mizeria.
Un giorno il suo giullare decise di vendicarsi e raccontò al re che in un regno non molto lontano esisteva un’erba che se assaporata toglieva il sonno.
Il re naturalmente volle subito possedere anche quell’erba e ordinò al suo giullare di correre subito a procurargliela.
Il giullare, furbamente, disse al re che per cogliere quell’erba bisognava essere saggi e di animo nobile…
Allora il re fece convocare i suoi migliori cavaglieri e ordinò loro di procurargli l’erba che toglieva il sonno. Il giullare, ancora più furbamente, fece capire ammiccando che, per quanto saggi e coraggiosi fossero i suoi migliori cavaglieri, per trovare l’erba miracolosa occorreva essere nobili anche di nome e non solo di fatto!
Essendo il re vedovo e avendo un figlio ancora troppo piccolo per viaggiare, decise allora di andarci da solo a procurarsi questa cazzo di erba.
All’alba prese i migliori cavalli e con il suo fido giullare partì alla volta di questo non lontano regno dove crescieva l’erba che toglieva il sonno.
Dopo diversi giorni di viaggio il re era un po stanco e quasi deciso di tornare indietro anche perchè le provviste li stavano per terminare e finire. Allora il giullare gli disse che non mancava ancora molto e che quando avrebbe assaporato l’erba che doglie il sonno, non avrebbe più avuto bisogno di alcuna provvista mai più!
Di li a poco arrivarono in questo regno e avidamente il re s’impossessò di quanta più erba riuscì a far stare nelle giberne dei cavalli e anche del giullare…
Il viaggio di ritorno, come spesso accade, fu molto più breve e appena giunti al castello il re decise che avrebbe voluto provare subito quell’erba ma, avaro com’era non pensò di offrirne neanche un po al giullare che l’aveva accompagnato nel viaggio.
Il giullare allora andò a dormire perchè era stanco.
Anche tutti i cavalieri si addormentarono subito sfiniti dal lungo viaggio mentre il re (che si era ingozzato dell’erba che toglie il sonno)………. no.

13 gennaio, 2008. Tag: , , . Storie. Lascia un commento.

I tre porcellini

C’erano una volta tre porcellini tra di loro amichetti che si
chiamavano CGIL, CISL e UIL.
CGIL, detto “il Rosso” era un tipo brusco, litigioso e sempre pronto a scendere in piazza.
CISL invece era considerato un tipo molto saggio e per questo veniva spesso
consultato dai partiti prima di prendere decisioni importanti.
UIL si poteva considerare un opportunista. Infatti decideva se schierarsi con
l’uno o con l’altro a seconda di quello che più li comodava di più in
quel momento.
I tre occupavano abusivamente una casetta di mattoni di
proprietà dell’INPS.
Un giorno CGIL, a seguito di una futile questione
di lavoro, gridò: “Compagni protestiamo! Scendiamo in piazza e
manifestiamo ancora!”. CISL si mostrò perplesso e disse: “Aspettiamo a
scendere in piazza. Parliamone prima con le maestranze”. UIL come
sempre stava in disparte pensando di volta in volta chi li convenisse
seguire e chi invece fregare.
Insomma si può dire che i tre non andassero molto d’accordo.
Finché un giorno decisero di confederarsi.
Da allora i tre amichetti stanno ancora assieme per far da piacere
allo statuto ma tra di loro non si sopportano non si possono vedere
più da tempo e UIL sta aspettando l’occasione buona per mettergliela
in culo a entrambi. CGIL continua a rompere le balle con le
manifestazioni di piazza mentre CISL non crede più a nessuno,
tantomeno ai cobas.
Quando arriva il LUPO, i tre porcellini si
nascondono e trovano ancora da ridere.

11 gennaio, 2008. Tag: . Storie. Lascia un commento.