Il conclave medioevale

Durante il medioevo un cardinale partì da Benevento alla volta di Roma per partecipare ad un conclave.
Una sera, a metà del suo viaggio, si fermò in una locanda umbra.
Mentre cenava col suo seguito sentì un cocchiere bestemmiare.
Si diresse verso questo cocchiere per redarguirlo ma questo lo mandò a cagare.
Allora il cardinale si presentò: “Sono il cardinal della Genga!” disse, ma il cocchiere non aveva mai sentito nominare quel posto, e pensò di avere di fronte un ciarlatano.
“Cardinal della Genga” disse il cocchiere mollandogli un ceffone, “pigli questo e se lo tenga!”.
Il cardinale indignato partì nella notte. Nessuno l’aveva mai scambiato per un ciarlatano, e doveva essere furibondo. Arrivò a Roma e nel giro di pochi giorni il conclave lo scelse come nuovo Papa.
Adesso il cardinale era l’uomo più potente del mondo e fece cercare in ogni modo l’uomo che poche sere prima l’aveva malmenato e offeso. Visto che non si trovava fece addirittura demolire la locanda dov’era avvenuto l’affronto.
Anche se gli uomini venuti appositamente dal Vaticano hanno dato una caccia serrata al cocchiere non lasciando nulla di intentato, a tuttoggi costui non è ancora saltato fuori.

13 gennaio, 2008. Tag: , , , . Storie. Lascia un commento.

L’erba che toglie il sonno.

C’era una volta un re molto avido.
Se ne stava li, fermo nel suo regno e appena vedeva qualcosa che gli piaceva voleva subito impossessarsene.
Colui, grazie a questa insana passione, aveva già accumulato notevoli ricchezze lasciando però il suo popolo in mizeria.
Un giorno il suo giullare decise di vendicarsi e raccontò al re che in un regno non molto lontano esisteva un’erba che se assaporata toglieva il sonno.
Il re naturalmente volle subito possedere anche quell’erba e ordinò al suo giullare di correre subito a procurargliela.
Il giullare, furbamente, disse al re che per cogliere quell’erba bisognava essere saggi e di animo nobile…
Allora il re fece convocare i suoi migliori cavaglieri e ordinò loro di procurargli l’erba che toglieva il sonno. Il giullare, ancora più furbamente, fece capire ammiccando che, per quanto saggi e coraggiosi fossero i suoi migliori cavaglieri, per trovare l’erba miracolosa occorreva essere nobili anche di nome e non solo di fatto!
Essendo il re vedovo e avendo un figlio ancora troppo piccolo per viaggiare, decise allora di andarci da solo a procurarsi questa cazzo di erba.
All’alba prese i migliori cavalli e con il suo fido giullare partì alla volta di questo non lontano regno dove crescieva l’erba che toglieva il sonno.
Dopo diversi giorni di viaggio il re era un po stanco e quasi deciso di tornare indietro anche perchè le provviste li stavano per terminare e finire. Allora il giullare gli disse che non mancava ancora molto e che quando avrebbe assaporato l’erba che doglie il sonno, non avrebbe più avuto bisogno di alcuna provvista mai più!
Di li a poco arrivarono in questo regno e avidamente il re s’impossessò di quanta più erba riuscì a far stare nelle giberne dei cavalli e anche del giullare…
Il viaggio di ritorno, come spesso accade, fu molto più breve e appena giunti al castello il re decise che avrebbe voluto provare subito quell’erba ma, avaro com’era non pensò di offrirne neanche un po al giullare che l’aveva accompagnato nel viaggio.
Il giullare allora andò a dormire perchè era stanco.
Anche tutti i cavalieri si addormentarono subito sfiniti dal lungo viaggio mentre il re (che si era ingozzato dell’erba che toglie il sonno)………. no.

13 gennaio, 2008. Tag: , , . Storie. Lascia un commento.

La verità su Bertoldo

L’esagonale verita su Bertoldo

1. Bertoldo era povero ma non poveraccio
2. Bertoldo coltivava pomodori
3. Bertoldo una volta fu punto da una vespa
4. Bertoldo andava dal re e lo pigliava per il culo
5. Bertoldo non dava confidenza a nessuno
6. Bertoldo credeva di non essere visto
7. Bertoldo non sapeva leggere ma ascoltava la radio
8. Bertoldo se sbagliava chiedeva scusa oppure se ne fregava
9. Bertoldo non vestiva acrilico
10. Bertoldo da piccolo sniffava colla in Venezuela
                                             

                                                                 Bertoldino

11 gennaio, 2008. Tag: . Decaloghi. Lascia un commento.